In questo volume, il Maestro Sergio Toppi affronta magistralmente uno dei suoi temi prediletti: il regno animale e il suo profondo legame con l’uomo. Il libro raccoglie una selezione straordinaria di opere che spaziano dalle illustrazioni realizzate per la stampa italiana e francese agli schizzi preparatori per i suoi celebri fumetti, fino a disegni del tutto inediti che appaiono qui per la prima volta.
La qualità certosina del segno, l’eleganza delle forme e l’uso sapiente di colori acidi e intensi trasformano quest’opera in un vero vademecum stilistico, un punto di riferimento con cui ogni appassionato e aspirante disegnatore vorrà confrontarsi.
A dare ulteriore valore al volume, gli ampi testi critici all'interno analizzano e contestualizzano l'evoluzione del Maestro, trasformando questa raccolta in un vero e proprio saggio visivo sul passaggio affascinante tra animalità e umanità.
«Gli animali sono, per un disegnatore, un soggetto molto gratificante; vi sono forme davvero interessanti di cui appropriarsi e quando, per di più, si prova una forte simpatia, il soggetto diventa pienamente coinvolgente.
Nasce un’istanza d’identificazione, ci si sente vicini a ciò che ci somiglia, anche se non tutto il mondo animale è ugualmente appassionante – ad esempio, mi è più difficile provare un profondo interesse per un ragno!
Non amo molto gli insetti perché rappresentano, per così dire, un universo che ci è completamente estraneo: sono alieni. Tanto per morfologia quanto per comportamento.»
Sergio Toppi
La qualità certosina del segno, l’eleganza delle forme e l’uso sapiente di colori acidi e intensi trasformano quest’opera in un vero vademecum stilistico, un punto di riferimento con cui ogni appassionato e aspirante disegnatore vorrà confrontarsi.
A dare ulteriore valore al volume, gli ampi testi critici all'interno analizzano e contestualizzano l'evoluzione del Maestro, trasformando questa raccolta in un vero e proprio saggio visivo sul passaggio affascinante tra animalità e umanità.
«Gli animali sono, per un disegnatore, un soggetto molto gratificante; vi sono forme davvero interessanti di cui appropriarsi e quando, per di più, si prova una forte simpatia, il soggetto diventa pienamente coinvolgente.
Nasce un’istanza d’identificazione, ci si sente vicini a ciò che ci somiglia, anche se non tutto il mondo animale è ugualmente appassionante – ad esempio, mi è più difficile provare un profondo interesse per un ragno!
Non amo molto gli insetti perché rappresentano, per così dire, un universo che ci è completamente estraneo: sono alieni. Tanto per morfologia quanto per comportamento.»
Sergio Toppi
