Pizarro in Perù e la collana Micheluzzi: intervista a Nicola Pesce

intervista a cura di Ettore Gabrielli (Lo Spazio Bianco)

 

Puoi raccontarci le difficoltà incontrate per lanciare una collana del genere, tra diritti e reperimento del materiale originale?

Le difficoltà per riuscire a pubblicare tutta l’opera di un Micheluzzi, di un Toppi, di un Battaglia o di un De Luca (e di tanti tanti altri) sono molto più grandi di quello che sembrano. A volte si tratta di eredi introvabili, altre volte si tratta di un lungo lavoro di convincimento. A volte capita di trovare un’opera del tutto sconosciuta di uno di questi autori, investire recandosi in una determinata biblioteca, convincere il bibliotecario a farci portare fuori il giornale d’epoca, trovare in quella città un service con uno scanner A2, fare le scansioni, informare entusiasti l’erede… e poi vedersela sfuggire dalle mani. Non parlo ovviamente di nessuno degli eredi degli autori sopra menzionati!
A volte un discorso fatto nell’arco di anni viene bruciato in una settimana da una multinazionale che decide di pubblicare in massa in edicola l’opera di quell’autore. O che comunque fa una proposta, mette in testa all’autore cifre da capogiro e poi sparisce lasciando Edizioni NPE a raccogliere i cocci delle illusioni suscitate!
Poi ci sono agenti, agenti finti che non hanno i diritti ma cercano di venderteli, conti da pagare, corse, sedicenti esperti…
In tutta questa situazione va poi considerato che io punto a pubblicare 1000, 1500 copie delle opere e – in queste tirature ridottissime – io devo rientrare di spese assurde e di trattative lunghissime.
Davvero, pubblicare le opere di grandi autori del fumetto è difficile. Ogni giorno è una avventura. Questo porta ritardi di ogni genere, comporta il dispiacere del pubblico, ma facciamo quel che si può cercando di scontentare nessuno!
Per fortuna capitano anche eredi organizzati e simpatici, come appunto gli eredi Micheluzzi, che mi furono presentati dal buon Francesco Bazzana, e in questi casi il tutto diventa relativamente più semplice. La gentilissima Laura De Luca poi è stata un altro colpo fortunato, una splendida persona intelligente e disponibile. Che dire poi di Aldina Toppi: vorrei che fosse mia nonna per quanto è stupenda.

Cosa ha da offrire oggi Micheluzzi al lettore? Quanto è importante che la memoria degli autori classici resti viva per il lettore di oggi?

Micheluzzi ha da offrire un universo difficilmente circoscrivibile. L’altro giorno era a cena a Milano con Ivo Milazzo e Giulio Giorello (professore di Filosofia della Scienza al Politecnico di Milano ed Elzevirista di «La Repubblica»). Splendidi uomini di altri tempi.
Abbiamo parlato di Ettore Majorana, della meccanica quantistica, di raggi alfa beta e gamma, della pressione della Russia su piccoli Stati come Estonia, Lettonia e Lituania, di Ken Parker e Tiziano Sclavi, di quanto un Sauvignon fosse più indicato di uno Chardonnay per i piatti differenti che noi tutti commensali avevamo scelto…
Ecco, gli uomini “di un tempo” non esistono quasi più: mostri sacri dalla cultura onnivora e sconfinata, umili, curiosi, come Attilio Micheluzzi, che possono affrontare storie di qualunque argomento infondendovi dentro una conoscenza, dei dettagli che soltanto loro potevano conoscere, portandoli al lettore con semplicità, immergendolo a 360° in un racconto, in un’epoca.
Mi viene da pensare allo studio di Giancarlo Berardi, pieno di libri sugli indiani, di riproduzioni fedeli di fucili e pugnali: un lavoro di documentazione profonda, animato dalla passione.
Oggi la conoscenza si è fatta molto più specialistica, a voler essere buoni. Trovi l’autore che ha fatto 10 libri contro la Chiesa, trovi l’autore dietrologo che ha letto un mezzo articolo sul gruppo Bilderberg su internet, cerchi di parlargli allora dei Rothschild, della condizione dei ghetti ebraici nei secoli scorsi, che hanno portato conseguenze sul loro modo di vivere come popolo e pertanto li hanno portati anche a esse Rothschild, o a essere scelti come capro espiatorio da un Hitler… e loro non sanno di cosa stai parlando: ecco, io temo gli uomini di altri tempi fossero più interessanti degli uomini di oggi. Noi siamo solo dei nani!
E quando leggi un Toppi, un Battaglia, un Micheluzzi, un De Luca, sei immerso fino alle orecchie nella cultura. Hai a che fare “con un uomo più grande di te”, ti senti indegno, e continui a leggere in un misto di ammirazione e meraviglia. È come stare a cena con loro, con la bocca aperta e gli occhi a cuoricino, nutrendoti della loro persona. Ecco, Micheluzzi ha da offrire uno spessore umano e culturale (con precedenti ma quasi…) senza successori.
Gli autori classici sono lì per aprirci la testa a nuovi orizzonti. Sarà paradossale, ma erano migliori di noi per moltissimi versi. E così come quando sbagli strada è utile tornare indietro all’ultimo bivio per rifare il punto della situazione, così io spesso sento il bisogno di tornare a Battaglia, a Toppi, in cerca di una nuova via.

Qual è l’aspetto della cifra stilistica di Micheluzzi che vi siete proposti di mettere maggiormente in luce con la collana lui dedicata?

Micheluzzi è veramente “il” maestro della linea chiara. La sua sintesi assoluta nella tavola, la sua “pulizia” sono elementi da tenere in considerazione sempre. Oggi regna molta insicurezza nei giovani autori, e con essa il tipico horror vacui che ogni editor e direttore di collana conosce. Una buona, sana lettura di Micheluzzi aiuta a spazzare via i dubbi!
Con i nuovi volumi della collana poi sono felice di mostrare il suo uso del colore, tenue eppure molto preciso. Pizarro in Perù è un capolavoro non solo per stile e contenuto, ma anche per i soli colori.

 

Come è stato, fino a oggi, l’accoglienza da parte del pubblico?

L’accoglienza di Micheluzzi è stata inferiore a quella di Toppi e di Battaglia. Ma il bello di una lunga collana è che avremo tutto il tempo di farlo scoprire per bene, e sono certo che le persone poi correranno a procurarsi i volumi precedenti!
Paradossalmente per esempio Toppi era stato accolto meno bene di Battaglia, ma adesso lo ha superato in vendite.
Battaglia si lascia leggere di più: i suoi temi spesso horror o tratti dalla letteratura classica sono facili da pubblicizzare e generano un forte engagement.
Intorno a Toppi aleggia un mito molto forte. È uno degli autori classici più postati su Instagram persino oggi!
Micheluzzi è un po’ meno diretto: storie di guerra, di aeroplani, una linea pulita. La rarefatta raffinatezza di questo maestro napoletano necessita di tempo per essere pienamente apprezzata.
In ogni caso le vendite sono soddisfacenti e pertanto la collana andrà avanti senza intoppi.
Mi preme ringraziare molto Peruzzo Industrie Grafiche, che è partner della collana, nelle persone di Lorenzo Menini e Gianluca Politi. Hanno creduto molto nella casa editrice e hanno deciso di condividere con noi il costo di stampa dell’intera collana Micheluzzi.

Parlando del nuovo volume, Pizarro in Perù, che storie contiene e come si collocano queste storie nel percorso professionale di Attilio Micheluzzi?

La bellezza di Pizarro in Perù è che in Italia non era mai apparso. Abbiamo dovuto tradurlo dallo spagnolo! Ci mostra un Micheluzzi maturo nel tratto, nel colore e nella gestione dell’euritmia della sceneggiatura.
Il volume è completato anche da una sua storia molto più vecchia: Il Sole di Montezuma. Risale a quando l’architetto Micheluzzi si firmava ancora “Bajeff”!
Come abbiamo fatto per il volume Titanic anche qui ci è piaciuto raccogliere le due storie dal tema simile. È molto bello vedere l’evoluzione del suo tratto confrontandole.

 

Potete anticiparci qualcosa dei prossimi volumi?

Seguiranno Siberia e Afghanistan, l’opera che chiude la carriera di Attilio Micheluzzi, con l’agghiacciante presagio dell’ultima tavola.
Alcune tavole di Afghanistan sono appena accennate a matita, è un’opera incompiuta, con tutto il fascino delle opere incompiute.
Poi l’edizione integrale in un unico volume di Rosso Stenton, che ci è stata richiesta a gran voce dai lettori. Ma non dubitate: ci sono molti inediti ancora da vedere!

 

Per quanto riguarda le altre collane dedicare ai grandi autori italiani, come stanno procedendo?

Come accennavo nella prima risposta a questa domanda, ci sono stati dei rallentamenti indipendenti dalla nostra volontà, ma li abbiamo superati, e il 2019 sarà tutto dedicato a pubblicare con costanza bi- o trimestrale le opere di Battaglia e Toppi, che abbiamo rallentato troppo, e quelle di De Luca, che non sono ancora partite.
Si è aggiunto alla nostra scuderia il grande Ivo Milazzo, che ci sta dando una notevole soddisfazione economica (ma anche personale), e Sergio Tisselli, di cui a partire da questa Lucca pubblicheremo tutta l’opera.

un assaggio dell’arte di Sergio Tisselli

 

Come si gestiscono collane con un numero così ampio di volumi, editorialmente e come comunicazione al pubblico?

Purtroppo i rallentamenti cui siamo stati soggetti non hanno potuto che dispiacere il pubblico, ma devo dire che sulla nostra pagina Facebook Edizioni NPE  riceviamo costantemente il sostegno di centinaia di lettori, che ci hanno regalato la loro fiducia e continuano a starci vicino e ad incoraggiarci.
Credo che la costante comunicazione biunivoca che Edizioni NPE intrattiene con il suo pubblico sia la chiave della buona riuscita di queste collane.
In alcuni casi addirittura sono i nostri lettori a decidere per noi: come quando abbiamo chiesto loro che colore volessero per le costole della collana di Micheluzzi (è stato scelto un bel verde smeraldo, per molti sinonimo di avventura), o come quando chiediamo consigli per traduzioni più ardue (come tradurre il titolo The cat in the hat, un noto libro per bambini anglosassone, in italiano? La scelta del pubblico è caduta su Pinocchio, in quanto “Il gatto nel cappello” non lo avrebbe capito nessuno).
Nei prossimi mesi la comunicazione si farà sempre più costanti, insieme con gli articoli sul nostro sito. Contiamo di migliorare molto ciò che è già buono.

L’appetito vien mangiando: ci sono già idee per una nuova collana di questo genere?

Eheh, temo di aver anticipato la domanda! Il nostro “nuovo arrivato” è Sergio Tisselli. Un autore già noto per aver magnificamente disegnato Le avventure di Giuseppe Pignata su sceneggiatura di Magnus. All’estero, soprattutto in Francia, sta diventando sempre più apprezzato e sempre più spesso è l’ospite d’onore di numerose fiere d’oltralpe.
Grazie all’appoggio e ai consigli del comune amico Pierluigi Spadafora, a partire da questa Lucca partirà la collana a lui dedicata.
Il terzo volume… sarà L’Uomo della Schioppa d’Argento, ossia una sceneggiatura inedita che Magnus aveva scritto proprio per Tisselli.
Ma molto altro bolle in pentola, tuttavia la nostra priorità del 2019 sarà recuperare la regolarità delle collane classiche.

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