Benito Jacovitti (Termoli, 09.03.1923 Roma, 03.12.1997), genio del fumetto, artista del paradosso, dell’assurdo, dei salami e delle lische di pesce che sbucano dal terreno, è stato il creatore di un universo originale e irripetibile, una sorta di paese delle meraviglie in cui tutto è possibile.

Già poco più che adolescente comincia a collaborare al settimanale «Il Brivido» con vignette umoristiche mentre, nell’ottobre del 1940 (a soli diciassette anni) approda allo storico «Il Vittorioso» creando il personaggio di Pippo, ben presto affiancato da altri due ragazzini, Pertica e Palla, coi quali formerà il famoso terzetto dei “3 P”.

Grazie alla sua incontenibile capacità inventiva diventa ben presto una delle colonne del popolare settimanale cattolico. Con gli anni Jacovitti dà vita a decine di personaggi, nati tanto sulle pagine de «Il Vittorioso» (come l’arcipoliziotto Cip e il suo assistente Gallina, Mandrago il Mago e l’Onorevole Tarzan), quanto su quelle de «Il Giorno dei Ragazzi» (dal popolarissimo Cocco Bill al fantascientifico Gionni Galassia al giornalista Tom Ficcanaso) e de «Il Corriere dei Piccoli» (Zorry Kid, parodia del celebre Zorro, e Jack Mandolino, un malvivente sfortunato quanto incapace).

Successivamente la sua produzione si articola in un ventaglio di collaborazioni a tutto campo. Nel 1967 offre il suo talento al mensile dell’ACI «L’automobile» dove pubblica le avventure di Agatone; a partire dagli anni ’70 è presente con numerose collaborazioni all’interno del mensile «Linus», diretto da Oreste Del Buono e rivolto ad un pubblico decisamente maturo (da menzionare anche alcune sue collaborazioni a «Playmen»). Lavora molto anche per la pubblicità e per la cartellonistica politica.

Sempre in questi anni d’oro Jacovitti crea i mitici «Diariovitt», i diari scolastici sui quali hanno studiato (si fa per dire), intere generazioni di italiani, concedendosi peraltro anche alcune trasgressioni artistiche, come quando decide di illustrare lo “scandaloso” Kamasutra. Oppure come quando si cimenta in una elaborazione tutta personale dello storico Pinocchio, riuscendo a rinnovare la tradizione iconografica legata al personaggio di Carlo Collodi. La sua intera opera resterà per sempre contrassegnata da quell’umorismo surreale e totalmente sganciato dalla realtà che sigla la sua personalissima cifra stilistica ancora oggi.

Sessant’anni di surrealismo a fumetti, edito da Edizioni NPE, rappresenta il saggio più completo in assoluto pubblicato in Italia dedicato al maestro termolese.

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