Tim Burton (Burbank 25.08.1958), è certamente uno dei pochi registi ad aver dato un’impronta inconfondibile ad ognuna delle sue pellicole e a creare un genere gotico personalissimo e riconoscibile. Il suo stile, malinconico e visionario, è contaminato dalle atmosfere espressioniste dei classici Hammer dell’horror e dalla passione per Edgar Allan Poe. Ma è proprio dal mondo del disegno che comincia la sua parabola artistica.

Inizia infatti a disegnare giovanissimo e grazie al suo talento frequenta con successo l’Istituto d’arte della California, dove studia animazione. Dopo avere ricevuto una borsa di studio, comincia a lavorare per la Disney. Durante questo periodo partecipa alla realizzazione dei personaggi di Red e Toby nemiciamici (1981). Burton però sente che la vena sdolcinata della major non gli si addice e così decide di percorrere nuove strade.

Nel 1985 viene scelto per dirigere il favolistico e assurdo Pee-Wee’s Big Adventure.

Con il suo secondo lungometraggio Beetlejuice Spiritello porcello (1988), con un indimenticabile e folle Michael Keaton e una giovanissima Winona Ryder, ottiene l’Oscar per il miglior trucco e un successo incredibile. Nel 1989 dirige Batman, affidandosi ancora a Michael Keaton per il ruolo dell’uomo pipistrello e a un iconico Jack Nicholson per quello di Joker: sbanca i botteghini di mezzo mondo e raggiunge in poco tempo l’apice della sua carriera, grazie soprattutto alle pellicole degli anni successivi: dapprima con Edward mani di forbice, considerato uno dei suoi indiscussi capolavori, dove lancia un giovanissimo Johnny Depp; successivamente con il sequel Batman – Il ritorno (1993) e l’indimenticabile lungometraggio in stop-motion, Nightmare Before Christmas, vero e proprio manifesto dell’opera burtoniana.

Seguiranno Ed Wood (1995), Mars Attacks! (1996), Il mistero di Sleepy Hollow (1999), Planet of the Apes Il pianeta delle scimmie (2001), forse il suo più grande flop. Del film rimane memorabile solo l’incontro sul set con l’attrice Helena Bonham Carter, che diventerà da questo momento in poi sua compagna nella vita privata e professionale.

Fortunatamente il regista si riprende poco dopo con Big Fish (2003). Dopo quest’ultimo capolavoro, ormai ampiamente canonizzato dalla critica, realizza grossi blockbuster che sono per la maggior parte remake di opere di successo. Così La fabbrica di cioccolato (2005), Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (2007) – anno nel quale riceve anche il Leone d’Oro alla carriera al festival di Venezia – Alice in Wonderland (2010), con il quale si ricongiunge alla Disney.

Del 2005 invece il suo ritorno alla stop-motion con La sposa cadavere (2005). Seguiranno poi Dark Shadows (2012), Big Eyes (2014), il remake di Frankeenwenie (2013) e Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (2016), tratto dal romanzo di Ransom Riggs.

Il suo cinema resta qualcosa di profondo e personale, per animi sensibili e romantici, dove il gotico, la favola e l’inatteso si incontrano e si fondono tra loro.

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