Andrea Bruno (Catania, 1972) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Catania.

Dopo i primi racconti nei primi anni Novanta con testi di Luca Bonanno raccolti nel volume Irriducibili (Megaton, 2004), collabora con fumetti, disegni o illustrazioni con numerose riviste in Italia come «Mano», «Black», «Schizzo», «Lollabrigida», «Kerosene», «Hamelin», «Lo straniero», «Frame», «Nonzi», e all’estero «Le cheval sans tête» (Francia), «Plaque» (Germania), «Strapazin» (Svizzera), «Babel» (Grecia), «Rosetta» (Stati Uniti), «Forresten» (Norvegia).

Pubblica Black Indian Ink (1999) uscito poi anche in Francia, la raccolta di disegni Disapperarer (2001), Irriducibili (2003), Brodo di niente (2007), Sabato tregua (2009), e collaborato con le antologie Pezzi e Ipunk.

Ha al suo attivo alcune mostre personali (Black Indian Ink, Agrigento, 2000, Disappearer, Bologna, 2004) e la partecipazione a esposizioni collettive ad Angouleme, Seoul, Lucerna, Berlino, Atene. Nel 2000 si aggiudica il premio Attilio Micheluzzi Nuove strade al Napoli Comicon e il premio Lo straniero (2000), nel 2010 il premio Attilio Micheluzzi Miglior disegnatore. Dal 2004 fa parte del gruppo di disegnatori Canicola con il quale ha dato vita all’omonima rivista.

I suoi libri recenti sono Brodo di niente (Canicola, 2007), Sabato tregua (Canicola, 2009) e Come le strisce che lasciano gli aerei (Coconino Fandango, 2012, su testi di Vasco Brondi), pubblicati anche in Francia da Rackham editions, e il “leporello” in serigrafia della serie Biblioteca onirica (Alessandro Berardinelli Editore, 2013).

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